venerdì 11 novembre 2011

Too tough to die

Sono fuggita dalle ultime due ore di lezione e mi sono pure gustata il tramonto aspettando il pullman. Queste giornate corte hanno qualcosa di estremamente romantico, sanno di amore non corrisposto e storie impossibili. Uno di quei tramonti tipo bel tempo si spera che dopo tutta la scarica di pioggia può solo farti guarire l'umore.
Stavo pensando a quanto per ogni situazione ci sia una canzone dei Ramones diabolicamente azzeccata. C'è pure quella degli gli auguri natalizi. I don't wanna fight toniiiight. Per questo periodo e per sempre penso che la mia sarà quella del titolo sopra. Io sono una persona comprensiva, esageratamente, empatica, esageratamente e soprattutto buona. Devo capire quanto ha influito il fattore ambientale e quanto c'è di puramente mio. Genetica. Bah. Il problema è che la gente fondamentalmente è piena truciolato in testa, o forse sono io che ho in testa dei parametri di comportamento rigidi come una lapide, oppure voglio semplicemente che tutto il mondo si comporti come dico io. Mi sento sempre superiore a troppa gente e questo non aiuta.
Se li considerassi miei pari potrei dare loro quello che si meritano, i consigli giusti e un bel ceffone di moralità. Tendo a essere tollerante. Se non lo fossi prenderei a calci tutti quanti. Le mie idee comportamentali, di relazione, di vita sono platoniche me ne rendo conto benissimo e non me ne frega un cazzo di cambiare il mondo però spesso mi sono sentita addosso il peso enorme di trascinare persone che non mi avevano chiesto nulla, dimostrato nulla, semplicemente per bontà. Una volta mio padre mi ha detto -smettila di attaccarti pesi morti. Gli avrei voluto dire diverse cose che non avrebbe gradito sul momento, ma sono buona. E comunque tralasciando alcuni particolari aveva davvero ragione. Non voglio essere troppo severa perché tanti di quei pesi morti erano veramente graditi e magari se ne sono andati di propria scelta, saltati giù; hop-hop! e mi davano in cambio qualcosa che mi ripagava di tutta la fatica. Altri no. Altri sono diventati sempre più pesanti, sempre più opprimenti. E puoi essere anche Madre Teresa ma li scarichi, vai per la tua strada e non ti giri più. Per me è così. C'è chi grida, urla e sbatte i piedi ma dopo un'ora ha già dimenticato. Io quando è troppo me ne vado piano e in silenzio. Dispiacere, delusione e tutto il corteo. Ma vado avanti, magari fumo più del solito e bevo più del solito. Tutto passa.
Sto imparando a riconoscere le persone che possono farmi del bene ultimamente.. sono persone che ti fanno venire voglia di parlare nonostante tu sia triste e hanno qualcosa che ti fa venire voglia di avvicinarti un po' a curiosare più da vicino. Se ti avvicini abbastanza scopri che avevano qualcosa di tuo che ti serve per continuare la strada. Poi se trovi la persona che è la tua strada sei proprio un culo gigante.
L'altro giorno ne ho beccato due che si sono trovati. A tirocinio, un signore anziano con la gamba amputata per una arteriopatia e un sacco di altre croci. Sorridente, uno di quei pazienti che continuano a sorridere e ti fanno schifare chi si deprime per un raffreddore.
I pazienti sono essenzialmente di tre tipi: 1.quelli che stanno sempre peggio di chiunque altro sulla terra 2.quelli che elencano le loro malattie, gli interventi, i farmaci e arrivano con bustoni di documentazioni e hanno anche le loro personali opinioni sulla fisiopatologia e 3.quelli che possono avere le cose peggiori del mondo ma ti diranno sempre che stanno bene, che non hanno nulla. Too tough to die.
Comunque c'era anche la moglie.. un paio di battute e poi via verso un'altra stanza.. mi sono girata sulla porta e ho visto uno di quegli sguardi tra due persone che ti fanno pensare che l'amore esista.
Era proprio lì, dentro due vecchini in una stanza del policlinico.
Dove stavi cercando Josy? Alla fine ho ventidue anni e voglio fare tanto la saputella con questi post riflessivi ed egocentrici quando il tempo è fondamentale per imparare. E quando sarò lì lì per capire tutto dovrò morire, che fregatura.

6 commenti:

  1. Bella la cosa degli amori impossibili e i tramonti.
    Per quanto riguarda il finale, è la storia dell'esperienza, in fondo.
    Ma l'importante sarà aver vissuto al meglio, sempre.
    Ascoltati Thrasher di Neil Young, poi sappimi dire.

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  2. Mi sono sentita troppo spesso così.. io ho bisogno di "movimento" e troppa gente intorno a me è tranquilla ad aspettare il niente. E ho anche bisogno di qualcuno che mi sproni al movimento, perché ogni tanto mi impigrisco.
    So I got bored and left them there.

    grazie.

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  3. De nada, Josy.
    Hai colto nel segno uno dei passaggi più tosti della canzone.
    Quando hai bisogno, batti un colpo.
    Sono un ottimo spronatore, dato che detesto l'immobilità, quando non è costruttiva o goduriosa.

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  4. C'hai messo tutto in questo post. Tutta la vita. Tutto quello che sei. E se sei questo a 22 anni, non dovrai aspettare di morire per capirci qualcosa di questo pazzo mondo! Un abbraccio, con affetto, Sara!

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  5. Molto ombelicale questo post. Mi piace! Ciau

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  6. Una bella vivacità interiore.

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