mercoledì 7 dicembre 2011

Radio Varsavia

Sto iniziando a scrivere adesso che è mezzanotte quindi i miei buoni propositi riguardanti lo studio per domani probabilmente finiranno nel cesso. Di questi tempi è come se avessi mille strade davanti e una scritta luminosa “scegli!”. Ci sono strade larghe, strette, di alcune riesco persino a vedere la fine e so che saranno piacevoli e comode da percorrere. C'è n'è una con curve e pozzanghere, una con poca luce ma rassicurante, una luminosa e dritta, c'è quella di montagna piena di cacca di capra e rovi che sembra totalmente impraticabile.. il problema è capire quale prendere ed è un gran bel problema. Probabilmente non ne prenderò nessuna e rimanderò la scelta a tempi migliori. Oppure le proverò tutte. E se tornando indietro non ritrovassi le altre? E se le cose giuste fossero in fondo a quelle strade di cui non vedo la fine? Vorrei smettere di pensare. Un metodo utile è chiudersi in una biblioteca universitaria dove tutti fanno shhhhhh! e sfondare la testa di concetti. Domani è chiuso a causa della Madonna quindi passerò una immacolata giornata nello schifo. Ma non me la sento di prendermela troppo con lei. Ho scoperto di essere Arturo Bandini, mezzo cristiano e mezzo coglione. Una bestemmia come si deve non riesco a farmela venire dal cuore, sono intrisa di dottrina cattolica fino al midollo nonostante dubiti fortemente dell'esistenza di un creatore. Ho finito di leggere “chiedi alla polvere” sull'aereo di ritorno dalla Polonia. Non lo so se fosse la stanchezza o il tappeto di nuvole sotto di noi illuminato dal sole comunque mi è venuta una gran voglia di piangere, avevo troppe cose da dire in quel momento, avrei voluto scrivere appena tornata a casa ma la stanchezza e il senso di solitudine mi hanno portata dritta a letto. E probabilmente è per quello che sto male, non ho svuotato la testa. Questo per me è un po' come il Pensatoio del buon Albus, è come alleggerire la pressione endocranica con un buco nella testa. Alla fine mi piace la mia vita e mi piaccio anche troppo, solo che devo tenermi occupata perché penso . Una settimana il corso sull'alcolismo, una settimana i prelievi ai pazzi, poi il viaggio e ora nulla, determinazione zero. Troppo tempo per studiare una cosa già studiata e troppo tempo vuol dire troppi vaneggi.
La Polonia è bella e fredda. Non bella nel senso convenzionale ma non saprei spiegare in altro modo la cosa. Ha quel qualcosa che trovi anche nelle persone che hanno sofferto; in effetti è come se si fosse beccata due tumori di seguito. Bang. Bang. La gente è meno esuberante, è un mondo di compostezza non comprensibile per chi sta' più vicino all'equatore. Me ne sono accorta guardando gli altri e noi durante i pasti. Mi sono sentita una specie di caricatura italiana dei film stranieri, perché qui in Italia o forse più nel sud dell'Italia, non te ne accorgi dato che lo fanno tutti ma siamo scomposti, ridiamo e parliamo con una foga estranea a quella gente. Non trovo un peggiore e un migliore, semplicemente è un modo di essere. Hanno pure meno peli ed è dovuto al meno sole nelle giornate, di conseguenza meno carica sessuale, e si vedeva troppa gente per le strade con quel freddo: state a casa a riscaldarvi! Łódź è una città decadente e ha il suo dannato fascino, da certe case sarebbero potute benissimo uscire le SS e non me ne sarei stupita. Localini per ragazzi erasmus, un bel centro, una strada lunghissima con un “walk of fame” lodziano. Ci hanno zaccato pure Polanski che pare sia originario di lì. Il nome vuol dire barca, il simbolo della città è una barca e non si capisce per quale strana ragione. Su wiki dice perché prima era una palude. Poi c'è Varsavia. Se mi dicessero di descriverla con una parola direi grande. Poi ci penserei meglio e direi dilatata, e anche spaziosa, e nuova e ferita. Troppo spazio per pensare a Varsavia, e a Carla non è piaciuta tanto. È una città ricostruita, quindi abbastanza moderna. Squadrata. Il centro storico è più bello però non ho girato tanto da poter rifinire il mio giudizio sulla città. Il simbolo della città è una sirena. Hanno proprio nostalgia del mare questi polacchi eh. Mi piace perché sai che è nuova, sai che è stata rasa al suolo e ricostruita e ci pensi a ogni piccolo passo, io almeno si. Un po' deprimente e allo stesso tempo intrigante. Ha una faccia un po' triste e un vestito nuovo.

Stazione treni - Varsavia
-Hi guys. Where are you from?
-Italy.
-Aouoh.. and what do you think about Poland?
-Oh, it's beautiful.
Tipo losco, giovane, non propriamente profumato, intraprende una stentata e oserei dire forzata conversazione. Dopo averci detto che sua madre fa la badante e se desideriamo andare a vedere con lui la partita della Polonia contro la Russia, la rivelazione:
-Sorry, I'm really drunk.
Tutto questo alle 11 di mattina. Non tutti i miei coraggiosi compagni di viaggio captano l'informazione così decido di mettere i puntini sulle i:
-Comunque, ha detto che è ubriaco a merda.
Ridacchiamo e parliamo ancora un po'.Stiamo per salutarlo ma ci batte sul tempo e decide di slacciarsi la cintura dei pantaloni; 
e mentre ci allontaniamo se ne esce con un enigmatico:
- This is my job.