sabato 29 dicembre 2012

Shine On You Crazy Diamond

Oggi i tasti sembrano più pesanti. Ho passato due mesi a correre, ho talmente tante cose da dire che potrei scrivere all'infinito soffermandomi sui particolari.
Ci sono mesi della mia vita che sono passati senza lasciare un segno sul mio viso, giorni di docciacolazioneeccetera che sono passati senza essere poi tanto diversi tra loro, anche questa è vita. La routine è una delle vite possibili e forse una delle più piacevoli per il nostro sistema nervoso.. che dico, per tutto l'organismo. Lo stress fa più male della sigaretta, ricordatevelo quando state correndo da qualche parte, soprattutto se siete anche fumatori. Però mi manca la mia vita universitaria quando sono in vacanza. I primi giorni di nulla assoluto sono piacevoli; una sbronza necessaria e ancora un po' di pigrizia con la scusa di riprendere il ritmo. Ma poi basta. Io mi adatto a tutti, nonostante pretenda molto dalla gente. Per meritare la mia stima non si può sgarrare più di tanto, sono una dittatrice. Ma quello che non sopporto è la gente che perde il proprio tempo. Cazzeggiare è stupendo e ce n'è bisogno. C'è bisogno della giornata a letto, del hangover, della maratona telefilm. Ma datti una mossa, non sprecare la tua vita. Esci da quella porta e affronta il mondo. Parla con nuova gente, vai al mare, vai in palestra, studia, pianifica, pulisci il cesso, vai al mercato, vai a trovare tua nonna, fai sesso. A volte non ho proprio voglia di vedere le persone, mi disturbano.
Lo chiamo il mio momento individuale.
Non voglio aprire quella porta, non voglio sentire il vostro accento con quella cadenza che sto prendendo pure io, in fondo ho abbastanza per sopravvivere in casa ancora un giorno.
Ma c'è così tanto da fare! Non volevi uscire, ti sentivi stanca, annoiata e la finisci a ridere per nulla seduta su una panchina al bastione, a guardare Cagliari che è così bella. Da Cagliari prendere un aereo per Londra e ritrovarsi a camminare su quelle strade che avevi visto in film e foto, si, ma immaginato diverse, mille volte, nella tua testa. Andare a Londra è un trip mentale: prima di tutto devi realizzare di essere lì e poi la devi capire, infine vivere. Io sono ferma al capire, per esempio ho capito che essere inglese è difficile, faticoso e i pub strapieni dalle 5 del pomeriggio ne sono la prova.
Non ho avuto il tempo di capirla a fondo e viverla ma è uno di quei posti che ti rimane lì in testa come punto di riferimento con la bandierina e ci vuoi tornare. Ma il tempo è poco, ci pensi ancora di più quando ti trovi davanti alla morte. Io è da un po' che non ho più paura di morire, non ho capito bene il perché, ho troppi pensieri in testa forse e per una volta è un bene. Un periodo era un chiodo fisso. Rimane però la paura di aver sprecato il tempo. Non voglio perdermi nulla di quello che posso avere/fare stando qui nel mondo. Quando la morte ti passa vicino e porta via una persona che ti sta vicino, una di quelle che sta nel tuo quadro immaginario di mondo, capisci ancora meglio che non c'è tempo. Immaginate un quadro bello grande, un tre metri per due facciamo, con disegnate piccolette le persone più importanti vicino a voi, la famiglia e tutto intorno quelle persone che fanno il vostro piccolo universo da quando siete nati; mi capirete meglio se avete vissuto tanto tempo in un paese perché ci si conosce tutti. Ecco a me ora manca una persona da questo quadro, manca una persona della mia famiglia, di quella che ti scegli, come ho sentito dire da qualche parte. C'è una famiglia che non ti scegli e lì puoi essere più o meno fortunato. Poi c'è la famiglia che ti scegli e sono gli amici; sono lì perché tu li hai voluti lì e non perché te lo devono o perché hanno quel bellissimo senso naturale di protezione della mamma verso i cuccioli.. sono lì perché ridiamo insieme e abbiamo voglia di abbracciarci. Sappiamo che se cadi io ci sono per tirarti su. Ci sono state cose più grandi da cui non sapevo strapparti via, anche se le ho studiate dai libri, e questo non avrei mai voluto saperlo.

venerdì 5 ottobre 2012

Paperback Writer

Ho poco tempo per scrivere. Per me è un piacere, in questo momento mi sento come quando fumi una sigaretta facendo una salita a passo svelto. Però volevo dire due cose su come è quando leggono le tue parole a voce alta. È come essere buttati nudi davanti alla classica folla degli incubi, ma ti riempie di orgoglio. Il bello è che la folla c'è veramente e applaude. Cioè il passo che ti porta a illuderti di saper scrivere è questo credo. O meglio qualcuno che si gira e ti fa i complimenti. -Ma questo l'hai scritto tu? Sorrisone. Anche quando vedo che c'è un quadratino in più lì in alto a destra, un'altra persona che ha sprecato qualche minuto per leggere parole che tanto facilmente scrivo qui, ma che qualcuno che mi conosce non ha ancora sentito, mi fa sentire un pochino così come quando la signora si gira e mi fa i complimenti. COMPLIMENTI! E cammino talmente veloce che non stringo la mano a nessuno alla fine. Il mio racconto parla di un autista del pullman qui a Cagliari. Io passo metà della mia vita sul bus, potrei parlarvene fino alla nausea di tutta quel mondo che sale e scende da due porte diverse. E forse è per quello che scrivo, tutto mi esalta. Anche l'ubriacone che si addormenta sul sedile e la ragazza madre col passeggino. Potrei scrivere di tutte le più belle rughe nate dai sorrisi delle persone che amo, per questo scrivo, credo.
Poi c'è un'altra cosa che mi ha riempito la testa questi giorni. Di quelle robe che pulsano forte. Ci sono persone con cui un tempo stavi bene, discorsi lunghissimi tanto che la finisci a gridarti le cose mentre ognuno va per la sua strada. E un giorno vai veramente verso un'altra strada. C'è qualcosa che si rompe e rimane l'affetto insieme a un imbarazzante silenzio. Non di quelli belli emozionati, perché ti batte il cuore e devi stare attento a non farlo capire o di quelli tranquilli perché siamo talmente amici che possiamo stare in silenzio; parlo di quelli pesanti come macigni tra gente che non si capisce più. È triste.

lunedì 6 agosto 2012

Speak To Me


Come dice il telegiornale questa è la settimana più calda degli ultimi mille anni e ho deciso di scendere al primo piano. Non sono andata a vedere i buzzcocks e non ci sarà mai un'altra occasione. La mia casa è costruita in una specie di buca nel fianco di una collinetta e qui fa fresco come in una cantina. Questo piano è il regno di mio padre, c'è la sua panca, il suo pc e la sua musica. Ha un sacco di pennine zeppe di rock classico e british pop. Ora vedo cosa c'è di buono. Ho messo Beethoven, voglio ascoltare al chiaro di luna perché ho appena letto un libro che ne parla, e dice che nella parte finale di al chiaro di luna “c'è il male” e non me ne intendo ma sono curiosa. Lascio scorrere ci sono due canzoni prima. Agosto si muove piano, mi sto gustando la mia meritata vacanza. Non ho intenzione di farmi risucchiare dalla tecnologia, da android e altri mostri ma qui dovevo scrivere. Ne sento il bisogno.. è bello vedere che anche altre persone ne hanno bisogno. Con vari pretesti, in mille modi diversi a riversare la testa dopo averla aperta come un guscio d'uovo a fare mille frittate differenti. Sono diventata anche brava in cucina frugando i blog, ognuno ha il suo modo di esprimere le ricette, internet è pieno di minchiate ma penso che mai prima d'ora i contatti tra le persone e la libertà d'espressione siano stati così a portata di mano. Ho scaricato una applicazione fantastica che mi da tutti i valori degli esami di laboratorio.
Ho rivisto le mie amiche, quelle di sempre, sono qui al centro della sardegna sempre più stupita di quanto mi sembri piccolo questo paese che un tempo era tutto il mio mondo. Tra le amiche, tra tutte le donne in generale c'è sempre una sorta di competizione che tieni in equilibrio e sfoghi con le altre, quelle lì ma come sono vestite? È l'aspetto più sciocco delle donne. Le mie amiche sono tutte diverse; caratterizzare i maschi è più semplice: l'ambizioso, l'intellettuale, lo sportivo, l'alternativo, lo sfigato.. Ci sono tantissime categorie però stanno abbastanza bene al loro posto una volta che li collochi. Ci sono anche molte donne statiche lo ammetto, ma sempre meno degli uomini. Ci sono quegli uomini che hanno una sensibilità femminile, non so bene come definirla. E sono quelli che hanno più successo con le donne, anche perché si accorgono di tutte le sfaccettature e se ne innamorano. E sono quelli che passano più tempo con le donne, sentono il bisogno di avercele intorno dopo aver parlato tutta la sera di calciomercato.. sono un po' donne. Certi sono pieni di amiche, altri pieni di amanti, o tutte e due le cose. Anche a me piacciono le sfaccettature, delle persone in generale. Se c'è qualcosa che mi colpisce tanto quella persona me la porto dietro, o cerco comunque di mantenere un contatto. Solitamente è un qualcosa che trovo in comune con me, non voglio essere disgustosamente poetica ma è come se trovassi un pezzettino della mia anima in ognuno. Mi piace osservare la gente, fantasticare un po' su come vivono, pensare a improbabili scenari di vita, ascoltare. Tutti hanno qualcosa da dirti non fare lo snob. Non troppo. Da poco mio fratello mi ha chiesto perché parlassi così poco da piccola. Non gli ho risposto perché non sapevo il perché. Ora si, pensavo che a nessuno potessero interessare tutte le cose che avevo da dire.

"C'è una cosa che si chiama pressione sanguigna, Georg. In situazioni estreme può aumentare fortemente e all'improvviso. Ma non lasciare che questo ti trattenga dal fare grandi esperienze o provare impressioni forti, non è uno stato affatto pericoloso."

I believe in the web of fate
And I believe in I'm going to be late
So I'll be leavin'
What I believe in

lunedì 4 giugno 2012

Life's A Gas


Come sempre mi sono ritrovata alle porte dell'estate in uno schiocco di dita.
Non so per quale strana legge temporale i mesi invernali sembrano infiniti e poi c'è la discesa, come delle montagne russe un po' vecchie che arrancano in salita e poi vanno lisce solo con l'aiuto della gravità. Jack sta perdendo un sacco di peli. Ho una gran voglia di andare al mare. Questo caldo, questo sole, queste belle sensazioni mi fanno venire voglia di stare stesa a friggere e sorridere. Ho fatto un tatuaggio che mi ha coperto tutto l'interno braccio sinistro e ha un significato diverso ogni volta che lo guardo da una angolazione diversa. Perché essenzialmente l'idea era semplice, una canzone, un non prendere tutto così seriamente, cosa è la vita? Non la puoi toccare, non la puoi trattenere, non stare lì a preoccuparti. Può essere un gas puro come l'aria o un gas che ti toglie il respiro e ti fa sperare di smettere di respirare. Un gas assume la forma del contenitore ma se libero si espande all'infinito a occupare tutto lo spazio possibile. E forse non c'è nient'altro da chiedersi. Un gas ti permette di volare, alzarti da terra a guardare tutto con più chiarezza, ma allo stesso tempo puoi perderti senza un filo. Ho pensato questo mentre l'aereo si alzava e mi faceva vedere Cagliari tutta intera, che con o senza macchina devo pagare per arrivarci e la potevo tenere tra le dita, con tutti dentro e tutta l'isola circondata dal mare, e tutti i miei vestiti e i miei esami e le mie preoccupazioni. E allora capisci perché l'uomo vuole volare anche con delle ali di cera e piume. E poi ho pensato che era bello che qualcuno mi tenesse per mano. Perché vedere quanto sono piccole le cose che pensavi grandi e quanto è spaventosamente grande tutto quello che c'è oltre ti fa paura ed è meglio non essere soli. Quando c'è troppa gente sei schiacciato in un contenitore troppo piccolo. Quando stai troppo da solo il gas che hai dentro si espande fino a quando non sai più chi sei, c'è bisogno di qualcosa su cui le particelle vadano a impattare. Qualcuno che ti rimandi le tue particelle indietro, con delle buone vibrazioni dentro. È tutto controllato da meccanismi così piccoli e fragili, molecole. Che ti controllano la mente, decidono chi sei. Molecola e recettore sono tutto quello che fai, se i tuoi funzionano come quelli della maggior parte degli esseri umani ti dicono che è fisiologico. Se no sei malato, sei schizofrenico se c'è troppo neurotrasmettitore lì nello spazio sinaptico. Sei depresso se ne hai poco. Fai quello che ti piace perché una molecola insegna al tuo cervello che è una cosa giusta. Se poi ti insegna che non ne puoi fare a meno diventi un drogato. Quando sei drogato ti curano creandoti un'altra dipendenza. Dall'aereo al recettore c'è talmente tanta roba che mi gira la testa.

<Penso vagamente alla possibilità di morire d'improvviso e mi dico "Beh, allora mangia, bevi, ridi e da' da mangiare ai pesci". >

domenica 8 aprile 2012

If I needed someone.

È tanto che non scrivo. Oggi è pasqua e non riesco proprio a ripetere nulla. Oggi c'è un free drink e pure domani. Ieri sera c'era un gruppo che faceva cover dei guns n'roses. E ho iniziato a pensare che la musica è lo specchio della rispettiva generazione del periodo. Si balla in posti diversi, in modo diverso. I grandi raduni per sentirsi meno soli, il pogo per sentirsi più vicini. La nostra generazione ha una sala di grandezza variabile, una musica assordante così non devi preoccuparti di parlare e che qualcuno capti le tue ansie, però allo stesso tempo non sei solo. Usi il linguaggio del corpo o chiudi gli occhi e stacchi il cervello. Anestetizzati, se non basta la musica. Non lo so se siamo quelli messi peggio di sempre. Probabilmente si. Ogni tanto è piacevole lo devo ammettere. Odio il mio modo di essere, spesso vorrei fare tanti errori e giustificarmi con un “io sono fatta così”. Invece no. Io sono l'amica che ti capisce, sono la figlia studiosa, sono la ragazza che arriva a consolarti dopo la stronza di turno, sono quella che fa i piatti, sono quella che ti fa sentire a tuo agio, mi vogliono tutti bene quando ne hanno bisogno. Il mondo è deciso dai pazzi, a noi sani di mente resta solo stare a guardare e mettere le cose a posto quando si raggiunge un livello di caos troppo alto. E trovare qualcuno come te. E stringersi forte.

domenica 12 febbraio 2012

Think again

Sembra che tutta Italia sia paralizzata dalla tormenta. A parte Cagliari, qui si gela ma c'è il sole. Ieri anche due fiocchi qui. Sarà perché fa troppo freddo ma ho smesso di fumare. E lo dico così. Anche l'anno scorso non fumavo in questo periodo e poi ho ripreso peggio di prima. Quindi cerco di ignorare il fatto che non sto fumando. Un po' come quando vuoi addomesticare un animale timido, ti sta mangiando vicino e non lo guardi nemmeno. Basta una mossa sbagliata. È bello perché non puzzo di bruciato, la mattina non ho il mal di gola e sento meglio gli odori, cosa che sul CTM potrebbe anche non essere un vantaggio. In generale respiro meglio e spendo di meno. Però mangio di più; sto sviluppando una passione per il dolce, che non ho mai veramente ritenuto così importante nella mia vita. È tutta una questione di piacere. Esiste una zona del cervello, un gruppo di neuroni, che prende il nome di nucleo accumbens. Si pensa che questi simpatici neuroni siano la causa di qualsiasi nostra sensazione positiva. Il cibo, il fumo, il sesso, l'alcol, la droga.. vanno tutti a stimolare questo centro. La sua funzione naturale è portare l'uomo a sopravvivere e riprodursi. Con le sostanze d'abuso si esce da questo “giusto” meccanismo. Se avessimo un pulsantino e un congegno collegato a stimolare questa zona ci lasceremmo morire in un angolo. Provando piacere eh. L'hanno sperimentato su dei poveri topi. Comunque non ho più le sigarette e le sto sostituendo con altre piccole gratificazioni. Non va per niente bene perché senza la nicotina il mio metabolismo è più lento, il mio intestino più lento e prenderò sicuramente qualche kg. Appena farà più caldo mi butterò sull'attività fisica, individuale naturalmente. San Valentino alle porte e saremo io e Jack, sempre il gatto. Che non è che mi dispiaccia però tutta questa storia della festa mi innervosisce. Non eravamo tipi da festeggiare più di tanto questa minchiata però paradossalmente essendo in due non ci pensavi nemmeno tanto. Essere in due è l'ultima cosa di cui ho voglia nella mia vita adesso. Però è bello sapere che qualcuno ha un bel ricordo di te o che qualcuno vorrebbe essere l'altro dei due con te.
In questi giorni sto ribaltando un sacco di mie convinzioni, a cui ero aggrappata ancora solo con il mignolo, perché come mi ha detto una mia amica questi giorni: le persone buone cercano del buono in tutto. E la finisci a ravanare nel fango cercando un oro che ti sembrava di aver visto ma non c'è. Ma era proprio lì giuro!

E allora ascolto musica velocissima che non ti fa pensare, musica stonata, mentre prima cedevo sempre alla melodia scontata.

venerdì 6 gennaio 2012

You're a big girl now.

C'è un freddo cane, riscaldamento acceso ma i piedi rimangono freddi quindi mi sono rintanata a scrivere sotto le coperte col gatto ai piedi del letto e pure un po' sui miei. Gatto scaldapiedi. Prima nevicava, spero che non si scateni domani perché voglio tornarmene a casa mia, stare da sola. Ho fatto un'overdose di cibo, bevande poco salutari e gente gente gente. Ho imparato a essere socievole crescendo ma resta il limite, ho solo voglia di una casa vuota e mille libri sul comodino dopo queste feste. Che se ci penso bene non sono ancora finite, ancora. Se mi arriva un altro messaggio sulla befana mi metto a gridare. Questo paese sta diventando esageratamente movimentato. Quando ero piccola c'erano i presepi dei rioni, la veglia, la tombolata, il cenone di capodanno con i balli. Adesso ci sono i free-drink. E le serate in generale. I bar sono sempre lì. Nonostante lo stordimento ho analizzato troppe cose. La gente di Tonara è diversa da tutti gli altri paesi intorno. Uno che viene “da fuori “quasi al 90% lo riconosci, ci sono precise caratteristiche che ti fanno identificare la provenienza. Invece da noi ci sono troppe sottocategorie, è più difficile. Mi piace tornare qui. Ho capito che vivere qui o vivere in città ti da diverse possibilità, certo. Ma anche che certa gente che vive in città se non avesse un minimo di quella cultura trafugata e rattoppata da internet e vari media e varie conoscenze cittadine, come dire, più colte, non sarebbe NULLA. In un paesino di 2500 abitanti sarebbero nulla. Sono dei contenitori grezzi in cui sono state messe cose preziose. Conosco gente che sta qui e solo col contenitore vale più di voi ragazzini viziati che girate per i locali di Cagliari spendendo i soldi di mamma e papà senza fare un cazzo, come se tutto vi fosse dovuto, che non avete mai affrontato un problema nella vita e forse per quello ve ne create da soli. Alla fine una vita normale ti fa uscire di testa, la gente a cui tutto va bene cerca di forzare verso il peggio. Finalmente ho un problema. Qui c'è certa gente tosta che se potesse avere la possibilità di andare in città e non avesse avuto mille casini ci metterebbe fuoco al culo, perché partono da una base migliore della nostra squallida stracolma di luoghi comuni, film cult e stronzate. Se avessero anche tanta cultura governerebbero il mondo. Mi ci metto anche io in questa categoria di stronzi perché certe volte mi sento veramente inutile. Il mondo mi sta crollando intorno e non me ne fregherà veramente fino a quando avrò ancora i “miei” due soldini; siamo sempre stati pieni di troppi comici, letterati e poeti tormentati in Italia, ci manca il senso pratico alla fine. Però mi sto impegnando da brava, alla fine prima o poi devo entrare nel mondo con le mie gambette e devo farmelo crescere sopra il senso pratico. Quindi parlavo dei buoni a nulla della città in cui vivo ormai da 4 anni. I buoni a nulla sono dappertutto,anche nei paesi abbondano, ma oggi ce l'ho con i cittadini. Li ho studiati, sono un po' lì e un po' la, alla fine conosco gente troppo diversa e mi sono fatta un'idea molto generale. Ci sono quelli che vanno ai free- drink universitari e passano tutta la vita dentro quel sistema, ci sono gli “alternativi”,che a loro volta si suddividono in impegnati socialmente, del genere strane associazioni di studenti drogati e rivoluzionari e quelli solo socialmente instabili, ci sono i discotecari. No guarda dopo questa serata mi metto a studiare/cercare un lavoro. Non lo hanno capito ma in realtà siamo tutti uguali. Cambiano i locali, cambiano gli abiti, lo slang, i metodi per stordirsi ma in realtà non cambia quasi nulla. Tutti uguali, con lo stesso malessere adolescenziale che nella nostra era è prolungato fino ai 40 anni perché nessuno è mai veramente cresciuto. La prova è nella musica. Non avevo mai ascoltato i testi di una canzone house o dance con attenzione, per la prima volta mi è capitato in macchina con mio fratello che ha gusti musicali del tutto discutibili. Sono tutte maledette canzoni d'amore. Certo parlano di gnocche in discoteca e tipi che se le vogliono fare ma il succo è quello di tutte le canzoni d'amore mai scritte. Voglio stare con te. Mi piaci. Sei la mia vita. Accoppiamoci. L'essere umano è veramente poco originale.