lunedì 18 marzo 2013

Technologic

00:25
Finalmente posso scrivere. Non so ancora se essermi messa in questo momento al pc sia un buon segno, però c'è da dire che non scrivo da tanto. E questo mi fa pensare, perché vuol dire che non ho tempo per me. Ho dato due esami, di cui uno tostissimo, e ne sto preparando altri due. Insomma brava Josy. Ma perché non stai scrivendo qui? Non stai scrivendo nemmeno i tuoi raccontini scemi, cosa sta succedendo? Sono pigra. La tranquillità mi annichilisce. Ora che questo foglio digitale si sta finalmente macchiando di nero mi sento meglio, ora che sento i pensieri scivolare giù fino alle dita. L'altro giorno mi si è accesa una lampadina mentre usavo quantità industriali di carta per fare i miei schemini studiando endocrinologia. Quanta carta spreca mediamente uno studente di medicina? Poi, essendo una che legge abbastanza, ora sento sulla coscienza milioni di alberi! Mi sono messa a fare la differenziata “seriamente” e dopo aver fritto metto l'olio usato dentro una vecchia bottiglia di coca che poi butterò nel secco indifferenziato. Oppure ci faccio una torcia, non lo so.
Una cosa buona di tutta questa tecnologia è che probabilmente avremo sempre meno materiale cartaceo in giro. Certo sarà una sofferenza non tenere più un giornale frusciante o un bel libro tra le mani. Sinceramente spero che i tempi di evoluzione siano lenti.. uno perché ho una degenerazione retinica a bava di lumaca, che (passiamo oltre lo schifo per questo disgustoso appellativo) vuol dire che mi si potrebbe distaccare la retina, quindi una la luce che viene da uno schermo non è certo la cosa più indicata e due adoro l'odore di nuovo dei libri. La tecnologia rotola in avanti e se non vuoi essere lasciato indietro devi informarti e partecipare, scrivere sul tuo blog e farti anche twitter. Alla fine mi piace tutta questa roba, comunicazione all'ennesima potenza. Semplicemente bisogna saperla gestire, come i cavernicoli quando hanno scoperto il fuoco.. qualcuno sarà per forza morto bruciato lungo la strada della conoscenza. Twitter è qualcosa di veramente interessante; per adesso ho capito che la gente ha molta paura, quasi nessuno mette il proprio nome reale. Prima tutti a caricare le foto su facebook, adesso ci si rende conto che il datore di lavoro ti può testare semplicemente cercandoti su google. Ed è la prima volta che diminuiscono le distanze tra il di là della tv e gli spettatori, tra la politica e gli elettori, tra il cantante famoso e il fan. Ora c'è da capire se è semplicemente una farsa o se veramente internet è la chiave della rivoluzione.
Ed ora basta, la lumaca nel mio occhio destro sta sbavando.