martedì 5 novembre 2013

Help Me Stay Awake

Sembra che sia arrivato il freddo, ed è tornata anche la voglia.
Ho avuto il blocco del blogger. A quanto pare esiste, e non è come il blocco dello scrittore, lì manca l'ispirazione. Nel blocco del blogger c'è una carenza di passione, un placarsi dell'Io tumultuoso, un “non entusiasmarti troppo per quello che ti circonda” che deve verificarsi, ogni tanto, per vivere una vita normale. Ma bisogna risvegliarsi e vivere una vita che sia degna di essere vissuta. Quindi stasera, come la intendiamo noi sardi per indicare qualsiasi momento successivo al pranzo, non studierò. Sarà che ho imparato a suonare wheels dei foo fighters, sarà che il virus dell'influenza si è impadronito del mio corpo, sarà che ho proprio voglia di scrivere, sarà che ho letto un bellissimo blog oggi, e ogni tanto hai bisogno di un aiutino che ti tenga in vita. Sono al sesto anno finalmente e la fretta di concludere, lavorare e avere la mia vita mi sta divorando. È giusto che sia stato un periodo così lungo, non soltanto perché le nozioni da apprendere sono infinite, un medico dovrà sempre studiare. È un percorso interiore. Ho smesso di fare male al mio corpo per non pensare alle cose fastidiose della vita, per non annoiarmi. Ho imparato a non annoiarmi, o annoiarmi di meno. Tutto quello che mi faceva soffrire dentro fa ancora male adesso, ma l'ho sopportato e lo sopporterò ancora. Ho imparato che ogni giorno devo far capire a chi ho intorno che esagerare con il caffè, l'alcol, fumare o mangiare fino a non riuscire a respirare fa male. È il mio compito farlo sapere, non è il mio compito costringere nessuno o farlo sentire stupido. Fare il medico non è girare per l'ospedale pensando ai cuoricini come fa credere grey's anatomy alla nuova generazione di dottori. Devi essere concentrato, devi imparare il più possibile, devi essere entusiasta di essere lì, se non ti piace il tuo lavoro e sei lì per un titolo sei un pericolo per te e per gli altri. Devi rispettare gli altri medici, devi capire la generazione passata con tutti i suoi errori. Devi impegnarti per migliorare la situazione e correggere i loro errori. Se nessuno compila mai quella cartella in modo ordinato perché non puoi farlo tu per primo? Mi arrabbio facilmente, sono una persona intransigente. Per me una cosa o è giusta o è sbagliata. Non sono litigiosa ma quando qualcosa si macchia rimane sempre un certo alone e lo puoi lavare quante volte vuoi ma io continuerò a vederlo. Odio i comportamenti della gente ma amo osservarli. Amo le persone, e per questo mi piace raccontare la gente e per questo stesso motivo voglio prendermi cura della gente. C'è sempre un qualcosa che mi piace tanto in ogni persona che conosco e questo qualcosa cerco di farlo un po' mio. Però c'è sempre un qualcosa che non mi piace, o comunque qualcosa che non capisco, che non sento vicino a me. Ho tantissimi amici, però ci sono dei momenti in cui mi sento terribilmente sola. Mi avvicino e mi allontano. Perché non riesco a perdonare del tutto. Perché dall'alto del mio piedistallo della ragione mi vengono certi attacchi di vertigine che vorrei solo scendere.




 E così vorresti fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.

se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.

se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perchè vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.

Se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.

se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos'altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.

non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento

le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall'anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all'omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sè e continuerà finchè tu morirai o morirà in te.

non c'è altro modo
e non c'è mai stato.