giovedì 9 aprile 2015

This Business Is Killing Me

Sono le dieci e un quarto, la primavera dovrebbe essere iniziata ma fortunatamente ho il mio gatto che mi scalda le ginocchia. Mentre mangiavo la mia insalata di mais, pomodori e tonno pensavo a quanto è difficile trovare un equilibrio tra il proprio “lavoro” e il proprio “io” artistico, o anche semplicemente i propri interessi. Molte persone non hanno grossi problemi a conciliare le due cose. Ci sono persone che provano piacere a cucinare, a fare piccoli lavoretti domestici e possono unire l’utile al dilettevole. L’attività sportiva è già un tantino più complicata da pianificare, ma se ti piace leggere, scrivere, dipingere o suonare allora diventa un casino. A meno che tu non sia un artista, oppure pieno di soldi, o un artista scadente pieno di soldi. O uno studente universitario con la reflex. Mentre finivo l’insalata ho pensato: ma bisogna essere veramente dei fannulloni per creare? In effetti dopo questa serata al pronto soccorso non avevo alcuna voglia di scrivere, ero molto più produttiva quando davo un esame ogni tre mesi e stavo sveglia fino alle due della notte a fumare sigarette. Sembra quasi che il ritmo della vita del lavoratore medio-borghese sia caotico proprio per spegnere ogni scintilla di sentimento e fantasia nella testa delle persone. Ci sono sempre cose da fare, moduli da compilare, tasse da pagare, turni da rispettare. Sembra vogliano farci dimenticare di essere fatti di carne e con un tempo finito a disposizione, farci dimenticare del miracolo che ci circonda, del tramonto e dell’alba, della morte e della vita. In qualche modo funziona perché se non fossimo occupati a fare altro ci strapperemmo i capelli in preda alla disperazione tutto il giorno. Perché in fondo è una fregatura questa cosa che vivi, vivi e poi devi crepare.


Poi ho pensato che fare il fannullone alla lunga ti annulla. Può stimolare la creatività per poco ma potrai produrre poco. Invece i grandi artisti sono quelli che pianificano il loro tempo, che si evolvono, che studiano. Anche se quelli che si autodistruggono sono più interessanti, hanno in se una potenza che non possono dominare e che in qualche modo ci trascina verso quell’abisso che le persone in equilibrio non hanno il coraggio di affrontare.

"Be regular and orderly in your life like a bourgeois, so that you may be violent and original in your work."  Gustave Flaubert 

Nessun commento:

Posta un commento